Rassegna Stampa PD Mira
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Archive / RSSDario Franceschini: "In 10 parole. Sfidare la destra sui valori"
Europa 20 novembre 2009
Franceschini: «Il Pd non favorisca i partitini»
L’ex segretario ha accettato di fare il capogruppo «perché siamo ancora giovani, non possiamo permetterci conflitti»
Rudy Francesco Calvo
Chi temeva (o sperava) che la «gestione plurale», come ama chiamarla Bersani, avrebbe finito per annebbiare la piattaforma politica che ha sostenuto la candidatura di Dario Franceschini alle primarie del 25 ottobre, da ieri può stare un po’ più tranquillo (o indisporsi, dipende dai punti di vista).
Lo stesso Franceschini lo ha fatto capire, spiegando i motivi che lo hanno portato ad accettare il ruolo di capogruppo alla camera e ribadendo la ragione principale per cui era sceso in campo: «Va bene stringere alleanze, ma non possiamo tornare a coalizioni come l’Unione, che non sono più credibili ».
L’ex segretario ha presentato il proprio libro (In 10 parole. Sfidare la destra sui valori), che raccoglie i dieci Discorsi agli italiani pronunciati nella campagna congressuale, insieme a Renato Soru, Eugenio Scalfari e Fausto Bertinotti («Mi ha invitato perché sono un esperto di sconfitte», scherza l’ex presidente della camera). In sala sono presenti anche molti sostenitori della sua corsa alle primarie, compreso Walter Veltroni.
Incassati il (prevedibile) sostegno del patron di Tiscali e la notizia che il fondatore di Repubblica ha votato per lui alle primarie («Anche se quando ho saputo che aveva vinto Bersani non ho messo il lutto»), Franceschini risponde alle critiche che gli vengono mosse da Bertinotti (sulla necessità di ripensare il modello della sinistra riformista; sul presunto rapporto privilegiato con gli imprenditori, anziché con gli operai; sulla crisi del modello democratico), dimostrando che tra i riformisti e la sinistra radicale «ci sono elementi che ci uniscono, ma non sono sufficienti a governare insieme. Non basta avere un avversario comune ».
Il presidente dei deputati dem contesta l’analisi bertinottiana della società, pur riconoscendo la crisi del sistema della globalizzazione, così com’è stato realizzato finora. «È un modello da riscrivere – spiega Franceschini – ma non si possono usare le categorie del secolo scorso. Debole non è più solo il lavoratore precario, ma anche l’artigiano, per esempio». A dar man forte a Franceschini ci pensa Scalfari: «Avete dimostrato che non capite la politica – dice rivolto a Bertinotti – quando eravate al governo l’avete sempre votato, è vero, ma l’avete anche segato, contestandolo in ogni occasione. D’altra parte avete anche illustri precedenti…
Ingrao non ne ha mai azzeccata una!».