Gennaio 23, 2012
Un’analisi di M.Korak, via Paolo Manasse, di cui si riporta il commento:

[il grafico] riporta sull’asse delle ascisse l’indice di disuguaglianza di Gini, mentre  sull’asse delle ordinate viene riportata una misura della persistenza nei  redditi tra le generazioni. Questo indice misura di quanto il reddito dei figli  rifletta quello dei padri, e dunque livelli più elevati indica una minore mobilità sociale.  La figura mostra che la mobilità sociale è maggiore dove le  diseguaglianze sono inferiori. I paesi maggiormente egalitari, paesi Nordici, il  Giappone e la Germania, sono anche quelli dove più elevata è la mobilità  sociale; i  più diseguali, Perù, Sud Africa, sono anche quelli dove il reddito  dei figli riflette di più (oltre il 70%) quello dei padri.



L’Italia ha un poco invidiabile primato: tra i paesi  industrializzati è seconda ai soli Stati Uniti quanto a diseguaglianze, e solo  alla Slovenia quanto a scarsa mobilità generazionale.

Un’analisi di M.Korak, via Paolo Manasse, di cui si riporta il commento:

[il grafico] riporta sull’asse delle ascisse l’indice di disuguaglianza di Gini, mentre sull’asse delle ordinate viene riportata una misura della persistenza nei redditi tra le generazioni. Questo indice misura di quanto il reddito dei figli rifletta quello dei padri, e dunque livelli più elevati indica una minore mobilità sociale.  La figura mostra che la mobilità sociale è maggiore dove le diseguaglianze sono inferiori. I paesi maggiormente egalitari, paesi Nordici, il Giappone e la Germania, sono anche quelli dove più elevata è la mobilità sociale; i  più diseguali, Perù, Sud Africa, sono anche quelli dove il reddito dei figli riflette di più (oltre il 70%) quello dei padri.
L’Italia ha un poco invidiabile primato: tra i paesi industrializzati è seconda ai soli Stati Uniti quanto a diseguaglianze, e solo alla Slovenia quanto a scarsa mobilità generazionale.

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