Rassegna Stampa PD Mira

Una selezione di articoli, foto, siti, interventi d'interesse per il Partito Democratico

Archive / RSS
Nov 8

Il nuovo PD di Bersani: In costruzione

L’Unità 8 novembre 2009

IL NUOVO PD MODELLO BERSANI SI GIOCA TUTTO

IL PARTITO E L’ALTERNATIVA

Pietro Spataro

Da oggi il Pd non è più quello di ieri. Via le citazioni, i pantheon e le frasi a effetto, lo stile Bersani è un’altra cosa: concretezza, riformismo, fatti. Certo, questo comporta anche meno emozione. Ma l’uomo è così, spiegano i suoi. È uno con il passo da montanaro, come dice Franco Marini. Anche la scenografia dell’assemblea che lo ha incoronato terzo segretario del Pd dava il segno del mutamento: moquette rossa, un po’ di verde, bianco sullo sfondo. E un podio sistemato ad altezza delegato. Il messaggio: il leader è in mezzo a voi, come voi. È questo uno dei segnali più forti del nuovo corso. Bersani lo ha spiegato così: voi non siete una folla, ma siete un largo gruppo dirigente. Quindi no a un partito con un uomo solo al comando. Sì a un partito invece nel quale contano le idee. Che non ha paura delle responsabilità e che punta su un mix di organizzazione e freschezza della società. E che infine non cede alla nostalgia ma si mette alla ricerca di una nuova identità. Impresa difficile, ovviamente.

Già ieri qualche avvisaglia di tensioni da spartizione di posti si è avvertita. Marini l’ha chiesta dal palco, Fioroni nei corridoi. E’ il pericolo da cui il segretario deve guardarsi: se il Pd finisce nel meccanismo perverso dei pesi e contrappesi saranno guai. I tre milioni delle primarie non hanno votato per questo.

L’altro versante del “Bersani style” è in una parolina antica come la sinistra: alternativa. Che vuol dire: alleanze larghe nel recinto del centrosinistra ma anche in quello dell’opposizione (l’Udc, insomma). Il Pd di Bersani vuole giocare in campo aperto. E vuole sfidare Berlusconi dettando l’agenda e non rincorrendo la sua. A partire dalle riforme che vanno fatte ma respingendo le spinte populiste e puntando su superamento del bicameralismo perfetto e legge elettorale che consenta di scegliere i parlamentari. Allo stesso modo la giustizia va “aggiustata” ma guardando ai problemi del cittadino e non a quelli del premier. La parte più robusta è quella economica, condensata in uno slogan: il lavoro al centro. Se questa impostazione entrerà nel Dna del nuovo Pd Berlusconi se la vedrà con un’opposizione più insidiosa.

Tuttavia non è cosa facile dettare l’agenda all’uomo che riesce a dettarla da 15 anni. Ma soprattutto va evitato anche solo il rischio che il confronto sulle riforme non finisca per apparire un cedimento. Per il Pd la prova comincia oggi. Bersani sa che per lui, ma non solo per lui, è una prova senza appello. La benedizione di Prodi arrivata in serata è un buon segnale. Così come lo è una donna della tenacia di Rosy Bindi alla presidenza. Ora tocca al segretario, che nel suo discorso ha ricordato Alda Merini, riuscire a dimostrare, per citare la poetessa, che per l’Italia non è «perduta ormai la via della speranza».


Page 1 of 1