"se Berlusconi non ride, le opposizioni possono solo piangere. Chiedono le sue dimissioni e quindi nuove elezioni. Ma sono davvero in condizioni di affrontarle con una ragionevole speranza di vincerle? Oggi come oggi direi proprio di no. Per la semplicissima ragione che sono opposizioni al plurale spesso profondamente divise (anche al proprio interno) che hanno poco di «unitario» da proporre. E il recente congresso dei finiani ha peggiorato questo quadro rivelando che anche in quel partito regna la zizzania. Eppure il duo Berlusconi Bossi è battibile solo se tutte le opposizioni fanno, elettoralmente, fronte comune. È possibile? Sarà possibile? Forse lo è se ricordiamo il principio che mettersi d’accordo per dire no è molto più facile che mettersi d’accordo per dire sì. Una alleanza sulle tante cose da ripudiare o disfare del lungo periodo berlusconiano potrebbe risultare più facile del previsto. Una circostanza facilitante, in questo disegno, è proprio il Porcellum. Tutte le opposizioni sono state danneggiate da questo iniquo sistema elettorale, perché il premio di maggioranza regala seggi a minor prezzo ai partiti che ne usufruiscono mentre rende più «cari» (e rari) i seggi degli altri partiti. Il no al Porcellum di tutte le opposizioni è da considerare scontato. Analogamente tutti hanno da guadagnare dalla abrogazione di un’altra scandalosa «legge truffa» , la legge Frattini sul conflitto di interessi, che ha regalato a Sua Emittenza un esorbitante potere sugli strumenti di comunicazione di massa. Sono anche da cancellare tutte le leggi o leggine ad personam, fatte per favorire e proteggere il Cavaliere. Tanto può già bastare per giustificare— lo dico solo a titolo del tutto personale e non propongo affatto un’ «ammucchiata programmatica» , contro la quale il Corriere si è già espresso — una «Federazione democratica» nella quale ogni partito sottoscrive le abrogazioni che accennavo, e poi mantiene la propria identità specificando le proprie proposte caratterizzanti."
— Giovanni Sartori, Corriere della Sera 18/2/11 “Come perdere le elezioni”: riproposta di un Fronte o Alleanza o Federazione (di volta in volta “comune” “santa” o “democratica”: aggettivi ad libitum) tra le opposizioni, con un accordo di minima sulla pars destruens programmatica, per far piazza pulita dell’eredità del berlusconismo morente. Il rischio, ovviamente, per l’elettorato potenziale è quello dell‘“ammucchiata” e del salto nel buio nelle mani di un arco di forze parlamentari frammentato e diviso sulle ricette per il rilancio, in primis economico.
(Fonte: ilcorriere.it)
