Dall’Economist, la dinamica e il livello di debito globale dei maggiori paesi al mondo: si parla infatti molto del debito degli Stati, ma meno di quello globale nazionale, che pesa sui consumatori, sulle aziende e sulle banche (l’Italia è al 316% del PIL, secondo l’analisi riportata del McKinsey Global Institute).

In questa speciale classifica di vulnerabilità, che tiene conto dell’avanzo primario, del peso del debito (nonché delle tempistiche di scadenza), della crescita stimata rispetto al PIL, l’Italia è al 10° posto (meglio di Giappone, Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti e Spagna), quindi la sua attuale situazione dovrebbe essere, se non “ok” (come da titolo dell’Economist: “Why Italy ought to be okay”), almeno tale da non scatenare le preoccupazioni degli investitori mondiali, come invece è successo nelle scorse settimane.
