Dicembre 15, 2011
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more austerity isn’t going to convince the bond markets that Italy is just fine, let alone cut interest rates sufficiently to make contractionary policies expansionary. In fact, austerity — at least if not accompanied by major policy changes in Frankfurt — is probably self-defeating, because it will hurt the Italian economy more than it helps the short-term budget picture.

Italy faces an immediate crisis of self-fulfilling panic, and a huge medium-term adjustment problem as it tries to get costs and prices back in line with core Europe. The only plausible way to resolve these problems is via much more liberal policy from the ECB, in the form of bond purchases now and an implicit (but understood) willingness to let inflation run a bit high for an extended period.

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— L’economista Paul Krugman sugli sforzi del “tecnocratico” governo-Monti: l’austerity probabilmente non salverà l’Italia né servirà all’Europa, a meno che non cambi la politica della BCE (ad oggi, wishful thinking).

(Fonte: The New York Times)

Dicembre 6, 2011
"Nessuno di voi, nessuno dei vostri gruppi sarà contento e soddisfatto di ciò che abbiamo portato qui, non potete esserlo. Deluderemmo le vostre attese se lo foste, perché è nella natura di questo governo e del mandato che da voi ci è stato conferito di cercare di far contribuire il paese, con sacrifici ragionevoli e distribuiti in modo equo, ad un’operazione nell’interesse comune. E io sono grato alle forze politiche che ho consultato e che con discrezione ed incisività al tempo stesso – vi assicuro sia sulla discrezione sia sull’incisività – mi hanno dato le loro prospettive, le loro valutazioni, le loro preferenze e le loro insofferenze. Sono grato alle forze politiche perché hanno consentito a noi, ultimi venuti, estranei al vostro mondo in larga parte, di preparare un pacchetto che riteniamo bilanciato ed accettabile. Infine, voglio concludere osservando che questo è ovviamente solo l’inizio."

Ce n’est qu’un début, così Mario Monti alla Camera, presentando la manovra “Salva-Italia”

(Fonte: europaquotidiano.it)

Novembre 18, 2011
Nuovo governo Monti: una prima definizione del programma

Discorso Mario Monti Al Senato Per Fiducia 17-11-11

9:56am  |   URL: http://tmblr.co/Zx5TbyC4e6o2
(Vedi i commenti
Archiviato in: Mario Monti 
Dicembre 2, 2010
Rapporto-Monti: una strategia d’uscita dalla crisi finanziaria europea

Così Mario Monti sul Corriere odierno rilancia la propria proposta -contenuta nel Rapporto “Una nuova strategia per il mercato unico” presentato a Barroso lo scorso maggio, che accludiamo più sotto- di “emissione in comune di titoli in euro E-bonds mediante un’Agenzia Europea per il Debito” allo scopo di aiutare a “superare la crisi dell’euro e, al tempo stesso, a sviluppare l’integrazione finanziaria”. Uno strumento, questo, da mettere a punto “non per finanziare nuove spese di investimento, ma per mettere in comune una parte della gestione del debito pubblico dei diversi Stati”.

In sintesi, questo sarebbe il funzionamento degli E-bond:

“L’assunzione di prestiti su vasta scala tramite un organismo europeo e la successiva erogazione di prestiti agli Stati membri possono rappresentare una soluzione equilibrata. I prestiti agli Stati membri non dovrebbero superare una determinata percentuale del Pil del Paese la stessa per tutti gli Stati membri di modo che, per il loro fabbisogno di finanziamento non coperto da questo meccanismo, i governi continuerebbero a emettere il proprio debito nazionale per il quale rimarrebbero individualmente responsabili.
Gli Stati membri che, grazie a questo meccanismo, avrebbero accesso a finanziamenti meno onerosi, considererebbero l’organismo europeo un creditore privilegiato rispetto ai detentori del loro debito flottante sul mercato e ciò aumenterebbe la possibilità di un’inadempienza limitata a quest’ultimo debito.
A sua volta, questo potrebbe aumentare la pressione di mercato (e il rendimento) sul debito flottante, dando agli Stati membri un maggiore incentivo a ridurre rapidamente tale debito mediante sane politiche di bilancio

Questi, infine, i possibili step d’implementazione:

il Consiglio Ecofin e poi il Consiglio europeo del 15 dicembre darebbero un forte segnale se decidessero che, entro la fine del 2012, l’Agenzia per il Debito (che potrebbe operare presso la European Financial Stability Facility recentemente istituita) emetta E-bonds per un totale, ad esempio, del 40% del Pil di ciascun Paese. Ciò potrebbe avvenire annunciando che l’Agenzia finanzierà tutte le nuove emissioni fino a fine 2012, il che le isolerebbe dall’evoluzione del mercato secondario; e che l’Agenzia offrirà swaps nel mercato secondario tra i propri titoli e quelli in circolazione emessi dagli Stati membri, ovviamente mediante asta allo sconto. Ma potrebbe la Germania accettare un tale progetto? Il tema, cruciale, veniva già affrontato nel rapporto di maggio a Barroso. Anche alla luce degli avvenimenti successivi, non dovrebbe essere impossibile convincere le autorità tedesche di due vantaggi specifici per il loro Paese: non perderebbero, né in termini assoluti né in termini relativi, i vantaggi di cui godono oggi nel mercato come Stato più affidabile; e si troverebbero a guidare un processo di grande importanza politica ed economica per l’Europa, orientandolo in funzione del suo desiderio di garantire una disciplina di bilancio più rigorosa nella Ue.

 

(Fonte: corriere.it)

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